05/02/2009

london paper no.33

Domenica sera si è presentata quando il cielo ha cominciato a diventare più scuro. Ha iniziato a scendere sulle strade, lentamente. Io stavo con la faccia in su, a seguire le larghe volute dei fiocchi che si posavano sull'asfalto delle strade e sulle pietre dei marciapiedi. E' continuata a cadere per tutta la notte, lenta, costante, metodica, e si è fatta trovare al mattino in una quantità che, dicono qui, non si vedeva da diciotto anni.

Quando sono uscito ho trovato la città quasi deserta, senza rumori, e quei pochi che cerano smorzati dal bianco che aveva riempito le strade e i giardini. Non circolavano i bus (pare che neppure la Luftwaffe durante il blitz sia riuscita a bloccare completamente il loro servizio), quasi assenti le auto. Le poche persone che incontravi lungo il tragitto verso l’ufficio camminavano con un’aria fra il confuso e l’incantato, cercando di capire cosa sarebbe accaduto dopo. Già, perché la neve aveva cambiato tutto, e quello che era dato per scontato poche ore prima diventava completamente incerto in quelle a venire. Londra è rimasta immobile per tutta una giornata dimenticando l’angoscia produttiva quotidiana e lasciando la sua gente a far rotolare sfere di neve che si ingrossavano diventando pupazzi.

Dicono che questa nevicata sia costata all’economia più di tre bilioni di pound. A parte che non so quanto sia un bilione ma poi se provo a chiedermi cosa possa significare quella cifra scopro che la mia felicità non è così intimamente legata al valore del prodotto interno lordo e probabilmente è stato così anche per migliaia di altre persone che hanno vissuto in un mondo completamente diverso per qualche ora.

Ora la pioggia che cade sta sciogliendo quello che resta in scure pozzanghere rigate dagli arcobaleni degli olii minerali, il suono dei motori a scoppio riverbera sulle superfici nude  e di quel periodo limitato della nostra vita rimargono solo le foto nelle macchine digitali e gli articoli dei giornali , allarmati per le “avverse” condizioni atmosferiche. Li leggo, sorrido e non riesco a ricordare situazione così favorevole da tanto, ma proprio tanto, tempo…

postato da olut alle ore 23:42 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria: neve, london


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