Sabato era il quindici di Novembre. Sono arrivato in questa città lo stesso giorno di due anni fa, credo fosse un giovedì ma potrei sbagliarmi. Non sapevo quanto mi sarei fermato, probabilmente non so neppure ora per quanto rimarrò mentre guardo questo cielo pomeridiano di colore notte scura che quasi non distingui i contorni delle nuvole nere. Lascio trascorrere i giorni aspettando che le cose migliorino. Sento il tempo passare aspettando di poter riannodare la mia esistenza quotidiana con la compagna della mia vita. In questi ultimi ventiquattro mesi la mia aspirazione massima è diventata quella di avere una vita normale, una serie di gesti abituali da dividere in due. Una casa ordinaria da non dover spartire con nessuno se non con lei, magari un giardino coperto di brina il mattino, dei fili per stendere la roba lavata, un capanno per tenerci i rottami accumulati dall'esistenza.
Ma le cose non sono semplici, non ci sono svolgimenti elementari dei fatti. Il mattino la radio ricorda che questa recessione sarà peggiore di quanto si pensasse pochi mesi fa. Saranno più di tre milioni i disoccupati, uno su dodici qui nel sud-est. Pare vedrò dal vero Inghilterra raccontata nei film di Loach, sembra proprio che ci stanno risucchiando in un vortice creato da qualcuno che sicuramente ora è in salvo sulla terra ferma, mentre noi cerchiamo di remare sulle nostre barche di carta. E non possiamo tornare a riva ora, la terra è lontana, dobbiamo galleggiare su queste acque scure verso l'inverno buio, tenere i pensieri tristi per le giornate più brevi, aspettare una cazzo di alba che non lasci l'umidità della notte sui vetri delle nostre finestre e poter accendere la radio un mattino per sentire che siamo guariti.
Ma niente può essere risolto, nessun vaso viene riparato senza dover prendere dei pezzi da altri, che rimarranno solo dei cocci da buttare in una discarica abusiva. Ma da esseri umani continuiamo ostinati a camminare, quale che sia vento. Ci aggrappiamo alle corde delle nostre ipotesi, avanziamo proteggendoci con i nostri pensieri. Possiamo mica fermarci, ci si gelerebbero i piedi...
Now is the winter of our discontent
Made glorious summer by this sun of York