05/11/2008

london paper no.28

E' di nuovo la notte di Guy Fawkes, quella che piove sempre e l'umidità ti entra nelle ossa. Così si cerca di scaldare il cielo con i fuochi di artificio come ci ha provato il cattolico traditore  quattrocento e tre anni fa cercando di illuminare Londra con il falò di Westminster.
Ma è anche la notte dopo delle elezioni di laggiù, all'ovest dell'oceano Atlantico, quelle che tutte la nazioni del mondo seguono, chi perchè gli brucia il culo chi perchè ha transazioni in sospeso o, ancora, aspetta la carità dello zio ricco. Attendono e seguono nello stesso momento che sono momenti diversi. Sono colazioni, pranzi, cene o notti insonni a seguire l'andazzo della massa votante media statunitense. Già, perchè la terra è rotonda e non viviamo tutti nella stessa ora, il tempo è soggettivo, spaziale. Serve a vendere orologi. Ci sono luoghi dove il tempo scorre e altri, come certi stati del sud che  usavano chiamare confederati, dove le lancette si sono fermate a cento anni fa, incrostate nelle ragnatele del provincialismo imperiale. Ma meglio è non approfondire, teniamoci sul semplice, sono americani.
Ci ho discusso solo un paio di volte di politica con della gente di laggiù. Da dimenticare. Però ho sentito un bel pò di trasmissioni con classico contenuto d'intervistati a caso che non riuscivano a andare oltre a quello che in altri terzi mondi si sintetizzava, e purtroppo lo si fa ancora, con le tre parole magiche "dio, patria e famiglia". Così teniamoci sul semplice con loro.
Certe volte mi vien da sorridere quando sento persone che ritengono quel paese essere faro di democrazia e civiltà. Strano, perchè a me nei fari civili mi è sempre parso strano ci fossero sedie elettriche o vendite all'ingrosso di armi e un'associazione che ne sdogana moralmente il commercio , e qui rido perchè mi viene in mente una citazione memorabile:
"The National Rifle Association says that, "Guns don't kill people, uh, people do." But I think, I think the gun helps. You know? I think it helps. I just think just standing there going, "Bang!" That's not going to kill too many people, is it? You'd have to be really dodgy on the heart to have that. "
Ma tanto che si discute a fare, gli americani sono elementari, teniamoci sul semplice.
Questa notte poi, perchè qui sull'Isola era notte, ma anche in altri posti lo era, succede che le elezioni eleggano una persona diversa. Succede che venga nominato presidente un signore afro-americano, un nero dall'eleganza impeccabile e dall'eloquio perfetto. Così pensi che magari erano stufi di girare il mondo e dover dire che erano canadesi solo perchè un cameriere non gli sputasse nel piatto, o forse sono veramente così naif da pensare che credere ancora in un sogno, anche se causato da una cena pesante, possa valere la pena di un cambiamento, e ci hanno provato. E per questo, forse, che la maggioranza di un popolo ha deciso di cominciare a modificare il corso della propria Storia.
Ma forse "modificare il corso della Storia" suona troppo complicato. Sono americani, teniamoci sul semplice...
postato da olut alle ore 20:54 | Permalink | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)
categoria: altri luoghi, stati uniti



Commenti
#1    07 Novembre 2008 - 09:28
 
Caro Olut, io sono senz'altro un'ingenua, almeno politicamente parlando, e dunque faccio parte di quanti si sono entusiasmati per quel signore elegante ed eloquente cui toccherà governare trecento milioni di bambini un po' scemi e neanche tanto buoni che qualche volta si divertono ad arrostire i loro simili su sedie cui attribuiscono nomignoli simpatici tipo Old Sparky. E allora se me lo permetti dico, proprio qui sul tuo blog: Forza e coraggio a Barack Hussein Obama II, 44° presidente dell'Unione (suona pazzesco, no?).
p.s. Leggerti è bello anche quando sei insopportabilmente snob! ;-P
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#2    07 Novembre 2008 - 10:53
 
Io non mi sono entusiasmato ma ho accolto questa notizia come un evento senza dubbio positivo.
Perché se è vero che un obama da solo non può cambiare il mondo in meglio, un bush lo può cambiare in peggio, e non mi pare poco averlo estromesso.
Ad ogni modo, nelle parole di olut c'è anche questo: "E per questo, forse, che la maggioranza di un popolo ha deciso di cominciare a modificare il corso della propria Storia. "
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#3    07 Novembre 2008 - 11:15
 
e poi comunque è bello, giovane e abbronzato!
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#4    07 Novembre 2008 - 13:32
 
Va bene, caro amico, ma adesso vieni qua che sabato sera cerchiamo di modificare un po' la nostra di storia.

I am Luching forward....

Bodo.
utente anonimo

#5    07 Novembre 2008 - 19:54
 
Ermen_ Ma pure io mi sono entusiasmato, non si capisce dal post?
Conte_e dopo però toccherebbe agli italiani no?
Tytania_Come ti dicevo, oggi il Guardian riportava le dichiarazioni di b sull'elezione di Obama in un articolo a parte insieme a quelle del presidente iraniano
Bodo_la storia noi non la modifichiamo per noi il meglio e non cambiarla in peggio...
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#6    07 Novembre 2008 - 22:40
 
Gli italiani sono una causa persa, Olut.
Su questo ti devo dare ragione, ormai sono sconsolato.
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#7    10 Novembre 2008 - 23:38
 
L'entusiasmo per Obama che si respira da queste parti è francamente eccessivo, ma l'ammirazione per un Paese che sa fare del cambiamento la sua regola resta. Poi magari è un cambiamento di facciata, che forse può avvenire perché in realtà i poteri forti, come diremmo noi, restano sempre a galla.
Però intanto resta il fatto che Bill Clinton dieci anni fa era Dio in terra e ora fa il conferenziere e marito. Noi abbiamo ancora Cossiga, non so se mi spiego. E poi la scossa che il sistema sa imprimere alla ricerca e all'innovazione ... si sente fin da qiu.
Il mio dubbio è quanto questo che c'è di buono sia intrinsecamente legato a Pinochet, a Guantanamo, agli slums; francamente non lo so risolvere.
Però questo è un momento di grandi cambiamenti, dove i poteri forti manco sanno se arrivano al prossimo decennio, e mi fa piacere che a governare il possibile ci sia lui e non il vecchio zio con la cuggina pistolera.
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#8    11 Novembre 2008 - 15:34
 
Milton_ Bella questa cosa che il primo commento al post mi ritiene troppo poco entusiasta nei confronti di questa elezione e l'ultimo, il tuo, mi ritenga troppo troppo entusiasta. Potenza di una mancanza di posizione mia? ;-)
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#9    11 Novembre 2008 - 21:26
 
Ma no, ma no, a soma capise nen. Con "Da queste parti" volevo dire in Itaglia (che adesso veramente è "da quelle parti"), non il tuo scintillante blog.
Che tu non sia un entusiasta a stelle e strissie lo avrebbero capito anche nel Missouri, ti eri tenuto abbastanza sul semplice.
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#10    11 Novembre 2008 - 22:13
 
L'agente assicurativo dell'Oklahoma, il cameriere del Kent, la shampista di Taranto, non sono gli USA, l'UK, l'Italia, più di quanto non lo siano Bob Dylan, Ken Loach e Dario Fo.
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#11    13 Novembre 2008 - 16:59
 
Milton_ ah... da quelle parti!
JI_ dipende dal numero di agentiassicurativicamerierishampiste...
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#12    18 Novembre 2008 - 08:24
 
Certo. In America, per esempio, non sono sufficienti a impedire l'elezione di un Obama; in Italia, sono sufficienti a eleggere per tre volte in 14 anni un berlusconi. A Londra sono abbastanza per non far rieleggere Ken.
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#13    26 Novembre 2008 - 07:40
 
Democrazia é una parola grossa, non so dove esista veramente, forse da nessuna parte, forse é soltanto una parola con la quale i politici amano riempirsi la bocca per rastrellare voti, certo é che tra usa e italia ci sono due abissi sia in peggio che in meglio (credo nella maggioranza dei casi in peggio in italia, ma con eccezioni eccellenti). L'inghilterra secondo me ha una sana via di mezzo, per quanto sana lo puó essere tra due paesi non essattamente democratici, appunto.
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